Diabete e sport

Il diabete è una malattia ormai molto diffusa e conosciuta, come dimostrano i dati raccolti nel 2011, ma quello che forse ancora qualcuno non conosce è che questa malattia può essere curata con un farmaco gratuito, sempre e liberamente reperibile: il movimento!

L’attività fisica adattata non svolge più solo il suo lavoro nell’ambito preventivo, ma ricerche hanno dimostrato come questa giochi un ruolo fondamentale nella cura del diabete e di molte altre malattie metaboliche, vascolari e tumorali.

Quali benefici si ottengono?

Dal movimento eseguito con costanza e controllo si possono ottenere risultati e benefici molto grandi quando parliamo di diabete; questo è testimoniato dalla nascita di centri in tutta Italia di fitness metabolica con all’interno solo laureati specializzati in scienze motorie preventive e adattate; vediamo i benefici legati direttamente al diabete (ovviamente esistono tantissimi altri benefici legati ad altre sfere della persona):

  1.  riduce il fabbisogno giornaliero di insulina aiutando il corpo a controllare meglio la glicemia
  2. riduce la necessità di farmaci per la cura
  3. riduce i rischi di complicante dovute alla malattia
  4. aiuta a perdere peso
  5. vi mantiene in forma e di buon’umore (fattore molto importante nella cura di qualsiasi malattia)

Quali attività?

Teoricamente un diabetico stabile e controllato può cimentarsi in quasi tutte le discipline sportive, ma è sempre consigliabile chiedere il parere di un esperto, in quanto ogni persona è fisiologicamente diversa dalle altri.

Per farvi un’idea più precisa in merito possiamo però dividere le varie attività in 3 categorie:

  • caldamente raccomandate: in questa categoria rientrano tutte le classiche, ma importantissime raccomandazioni sullo stile di vita come camminare o usare la bicicletta per andare al lavoro o per percorrere brevi distanze; utilizzare le scale ed evitare accuratamente l’ascensore, giocare con i figli o i nipotini, come anche fare giornalmente un’attività fisica moderata.
  • consigliate: troviamo tutte quegli sport amatoriali che la persona esegue volentieri, che non hanno un eccessivo impatto sul fisico e che rilassano i nervi, alla stregua di un hobby o un passatempo; alcuni esempi possono essere la classica camminata veloce o marcia, il ciclismo amatoriale, la corsa leggera,  lo sci, il tennis, il golf, l’equitazione.
  • sotto controllo medico: in questo caso troviamo tutte le attività fisiche che necessitano di essere eseguite sotto controllo medico periodico e possibilmente con la supervisione di un laureato in scienze motorie preventive e adattate; sono in sostanza tutti gli sport con ad alto impegno fisico o agonistico: squash, tennis, calcio, pallanuoto, atletica leggera, ciclismo agonistico, basket ecc

Il movimento come cura

L’attività fisica adattata è ormai una realtà anche italiana e le ricerche in questo ambito sul diabete continuano senza sosta, con risultati molto buoni: il movimento è una testimonianza della vita e risulta fondamentale per il benessere di ogni persona in ogni giorno, in particolar modo nelle problematiche croniche come il diabete.

In Italia stanno nascendo sempre più centri di fitness metabolica in cui vengono trattati pazienti diabetici con strumenti e piani di allenamento creati su misura per la persona che comprendono esercizi di resistenza aerobica associati a esercizi di forza: è infatti emerso da recenti studi che i migliori risultati in questi casi si ottengono con una sapiente miscela delle due tipologie e non dal solo allenamento aerobico come si pensava fino a qualche anno fa.

E’ sempre importante consultare ed essere seguiti da uno specialista, chiedere consiglio al medico, in quanto l’attività fisica troppo intensa e non adattata alla persona può risultare pericolosa per la salute.

Se ti è piaciuto l'articolo, ti sarei grato se lo dimostrassi con un semplice mi piace su Facebook (clicca qui sotto) Grazie!

Diabete? Curalo col movimento

dott. Filippo Tartaglini | Physioness.com

Autore degli articoli pubblicati su ioBenessere.it è laureato magistrale in Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate, Diplomato Massoterapista, creatore del metodo Reflessage.