Elettrosensibilità

L’elettrosensibilità è un’ipersensibilità alle onde elettromagnetiche dovuto a un eccesso di inquinamento elettromagnetico ed è un problema che può incidere sulla salute di molte persone in Italia come nel Mondo.

Negli ultimi anni il nostro rapporto con strumenti elettrici ed elettronici è diventato sempre più forte arrivando in molti casi a creare una sorta di dipendenza (anche da social): è il caso del cellulare, della televisione, computer e tablet.

Il caso francese

Se queste forme di dipendenza sono ormai un dato di fatto (qualcuno ha detto social media addiction?) e i sintomi correlati sono stati abbastanza sviscerati, lo stesso non si può dire quando parliamo delle onde elettromagnetiche sviluppate da questi apparecchi.

L’unica certezza ad oggi che abbiamo è che in Francia nel 2015 è stata concessa dal tribunale di Tolosa un’indennità mensile prorogabile da 800 euro per tre anni per un deficit funzionale (85%) causato, o comunque legato, agli effetti delle onde elettromagnetiche che si trovano normalmente in tutte le nostre case.

La donna trentanovenne, Marine Richard si è vista costretta a ritirarsi in un vecchio fienile sui Pirenei dove vive ovviamente in condizioni completamente diverse dalle nostre (senza elettricità per esempio).

Prima di cominciare a buttare fuori dalla finestra il computer su cui mi state leggendo, bisogna precisare che in Francia, come del resto anche in Italia, l’ipersensibilità alle onde elettromagnetiche non è ancora riconosciuta in modo ufficiale come una vera malattia e questo è dovuto alla mancanza di conferme o smentite scientifiche sufficienti.

Come è lecito aspettarsi il dibattito è molto acceso e tutt’oggi in fase di forte sviluppo.

I presunti sintomi

Per riuscire ad identificare una malattie, vecchia o nuova che sia, è fondamentale riuscire a definire dei sintomi direttamente collegabili: in questo caso le sintomatologie non sono certe e spesso si confondono con quelle causate dall’effetto nocebo o da altri motivi.

Un esempio è l’insonnia: una persona che sta molto davanti al cellulare o al tablet prima di andare a dormire è dimostrato possa riposare meno bene rispetto a una che ne evita l’utilizzo nelle ore serali.

Questo è dovuto all’esposizione alla luce che in qualche modo sembra vada ad incidere sul ciclo circandiano, ma non è dimostrata una altrettante rilevante relazione con le onde elettromagnetiche prodotte da questi apparecchi.

Risulta quindi molto difficile scindere la reale causa di un sintomo in questi casi.

Fatta questa doverosa precisazione possiamo elencare una serie di possibili sintomi:

Nonostante l’elenco dei sintomi potrebbe allungarsi di anno in anno, la diagnosi risulta sempre molto controversa: molte società medico-scientifiche escludono una natura organica dei sintomi, focalizzando l’attenzione sullo stress e su cause psicosomatiche.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ci dice che esistono molti sintomi aspecifici differenti da persona a persona, ma anche come non esistano ancora basi scientifiche valide che li leghino a una eccessiva esposizione di campi elettromagnetici.

Cosa ne sappiamo realmente ad oggi?

In realtà ancora poco niente.

Non sembrano esserci ancora studi scientifici correttamente validati che puntino il dito contro i nostri amati smartphone, anche se in molti ci hanno provato: nelle ricerche svolte i risultati non hanno dimostrato nulla di valido.

In particolare quando sono stati effettuati studi in doppio cieco, nei quali quindi nessuno delle persone che affermava di avere questo problema conosceva in che gruppo si trovava (sperimentale o di controllo): ciò che è emerso è che nessuno sapeva dire con certezza se si trovava nel gruppo con gli apparecchi accesi o in quello di controllo (spenti).

Di conseguenza neanche i sintomi cambiavano: nessun aumento o diminuzione si dimostrava legata ad una maggiore o mancata esposizione alle onde elettromagnetiche.

A livello epidemiologico in oltre, fino ad oggi non si è visto negli ultimi anni un allarmante aumento di casi di mal di testa, ad esempio, nonostante la crescita esponenziale di utilizzo di apparecchi elettronici.

Rimedi utili da tenere in considerazione

L’elettromagnetismo è un dato di fatto: esiste (e ognuno di noi ne produce uno in quanto attraversati dall’elettricità dei nostri neuroni) e le interazioni sono dimostrate in molti casi anche dalla fisica.

Quando però parliamo di problemi di salute legati a questo genere di onde, come abbiamo visto, non ci sono certezze! Credo però, nel dubbio, sia meglio adottare dei rimedi utili per evitare ogni possibile conseguenza:

  • La prevenzione è il rimedio migliore ed equivale a cercare di utilizzare meno il cellulare, il tablet, il computer, spegnendoli durante la notte (come anche il wifi); importante anche evitare lo stand by, come quello del televisore, ma spegnerlo del tutto quando non in uso
  • Essendo una sindrome con una componente più o meno grande psicosomatica risulta importante lavorare sullo stress attraverso rimedi efficaci come la meditazione anche fai da te o il metodo Reflessage
  • La cristalloterapia ci può venire in aiuto con la tormalina nera, molto utile per assorbire e difenderci dalle onde elettromagnetiche, ma anche la graffite delle matite sembra essere un ottimo rimedio ancora più facile da trovare (ricordatevi di scaricarla una volta al giorno appoggiandola su un termosifone ad esempio)

Cosa ne penso io?

Credo che l’utilizzo di smarthone, tablet e computer sia una grande invenzione che come ogni cosa vada moderata nell’utilizzo, il cui eccesso possa creare diversi problemi come dolori cervicali, problemi posturali, varie dipendenze da social capaci di minare anche i rapporti sociali reali, ecc.

Prendendo solo le onde elettromagnetiche (ed escludendo l’utilizzo del cellulare vicino all’orecchio per lungo periodo) e il loro effetto sulla nostra salute penso che vada fatta una distinzione temporale:

  • Nell’immediato non dovrebbero creare danni quantificabili e da prendere seriamente in considerazione
  • Nel futuro però l’uso prolungato e ila continua esposizione poco controllata a cui siamo sottoposti ogni giorno credo possano essere dei fattori di rischio per problematiche di vario genere (purtroppo non ci sono ancora ricerche con un durata temporale di decenni)

Teniamo poi presente che se va bene siamo a metà della scalata: l’uso dell’elettronica è in continua espansione e nei prossimi anni saremo ancora più bombardati da wireless, wimax e altre onde elettromagnetiche di altra natura.

Ovviamente sono solo considerazioni personali e studi scientifici capaci di confermare o smentire queste supposizioni (perché di questo si tratta) usciranno forse tra 5-10 anni.

Sarà troppo tardi (come pensava un mio professore all’Università)? Speriamo di no…

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Elettrosensibilità: sintomi, rimedi efficaci, nuove ricerche e cura

dr. Filippo Tartaglini

Autore degli articoli pubblicati su ioBenessere.it è laureato magistrale in Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate, Diplomato Massoterapista, creatore del metodo Reflessage.