Sindrome del piriforme

La sindrome del piriforme venne definita per la prima volta nel 1928 da Yoeman ed è una patologia dovuta alla compressione meccanica del nervo sciatico da parte del muscolo piriforme.

Questa patologia è sempre più frequeste visto l’aumento della sedentarietà e colpisce in modo particolare il sesso femminile: le statistiche parlano di un rapporto di 6 donne ogni uomo colpito.

Sintomi della sindrome del piriforme

I sintomi della sindrome del piriforme sono molto simili a quelli di una classica sciatalgia, solo che in questo caso l’irritazione del nervo sciatico avviene a causa dell’irrigidimento e del conseguente aumento di volume del muscolo piriforme.

Questa situazione scatena dolori e parestesie a livello del tratto lombare (lombalgia), dell’inguine, del perineo, della regione glutea e dell’anca, della parte posteriore della coscia e della gamba, giù fino alla pianta del piede.

La sintomatologia di questa sindrome particolare può comprendere anche la formazione di un rigonfiamento a livello del sacro e del gran trocantere, oltre a deficit motori: in molti casi la persona colpita non è più in grado di compiere la propria attività fisica o lavorativa in modo tranquillo e spesso riesce viene limitata anche nella normale vita quotidiana.

In casi più isolati può dare problemi e dolori durante i rapporti sessuali, ma anche al retto durante la defecazione.

Cause che aumentano il dolore sciatico

Il dolore sciatico dovuto alla sindrome del piriforme tende ad aumentare e a presentarsi in fase più acuta quando si rimane molto tempo in posizione seduta e in particolar modo con il femore leggermente intraruotato.

Un altro fattore scatenante il dolore è sicuramente lo sforzo fisico troppo intenso sia nello sport che nel lavoro: in molti casi il dolore si presenta quando ci si irrigidisce per non cadere, quando correndo si eseguono cambi repentini di direzione non previsti (il piriforme agisce per limitare l’intraruotazione), o quando si appoggiano grossi pesi a terra abducendo e flettendo le anche.

Come individuarla

Quando il soggetto rimanendo in posizione sdraiata supina vede il suo piede ruotato verso l’esterno, significa che anche il femore ha subito una extrarotazione: questo è un chiaro segno della tensione a carico del mucolo piriforme o di altri suoi muscoli agonisti.

Il movimento più semplice per valutare il piriforme e gli altri muscoli extrarotatori dell’anca consiste nel semplice accavallamento delle gambe come in genere fanno gli uomini: ciò, in caso di sindrome del piriforme dovrebbe scatenare dolore o intorpidimento nella gamba piegata; in molti casi questo movimento viene proprio impedito dal dolore acuto.

Un test che viene spesso eseguito per valutare la tensione del piriforme consiste nel far posizionare la persona prona con il ginocchio fletto passivamente a 90°, portando la gamba verso l’esterno: questa azione provoca una rotazione interna del femore stirando il muscolo piriforme che se infiammato provocherà dolore muscoalre (test di Freiberg).

Un altro test molto valido è quello di Pace e Nagle: il paziente si posizione seduto con le gambe piegate fuori dal lettino: il test è positivo quando provoca dolore in caso di abduzione ed extrarotazione isometrica contro la resistenza delle mani di chi esegue il test Esistono altri test come quelli di Saudek, di Mirkin e Faber.

Trattamento e cura

In genere i farmaci prescritti in caso di sindrome del piriforme sono antidolorifici, miorilassanti e antinfiammatori non steroidei (FANS); ci sono casi limite in cui il medico può consigliare anche l’uso di anestetici e corticosteroidi.

Oltre ai farmaci vengono prescritte anche terapie fisiche come laser, ultrasuoni e la forse migliore Tecar terapia®: la cosa positiva è che non sono terpaie dolorose e non hanno effetti collaterali e controindicazioni come i farmaci sopracitati.

I trattamenti manuali e posturali, per esperienza personale sono comunque i più efficaci: i primi lavorano per eliminare le contratture, le tensioni e disattivando gli eventuali trigger point del muscolo piriforme, mentre i secondi riequilibrano il corpo del soggetto attraverso esercizi muscolari e di stretching mirati, insegnandoli la postura corretta in ogni situazione, come per esempio quando si trova in posizione seduta per diverso tempo, eliminando in questo modo le cause scatenanti di eventuali altre future infiammazioni del nervo sciatico.

Importante essere consci che è obbligatorio riprendere eventuali attività fisiche (sia sportive che lavorative) in modo graduale e non brusco.

La sindrome del piriforme è una delle possibili cause scatenanti la sciatica (che spesso viene confusa come patologia quando invece è una sintomatologia), per cui vi invito a leggere questo completo articolo sulla sciatica.

Importante è avere sempre una diagnosi sicura di sindrome del piriforme in modo da eseguire i trattamenti e le cure nel modo più corretto possibile.

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Sindrome del piriforme e sciatica

dott. Filippo Tartaglini | Physioness.com

Autore degli articoli pubblicati su ioBenessere.it è laureato magistrale in Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate, Diplomato Massoterapista, creatore del metodo Reflessage.