Spalla Congelata Capsulite Adesiva

La spalla congelata, conosciuta anche come frozen shoulder o meglio ancora capsulite adesiva, è una patologia della spalla caratterizzata da forte dolore e grande rigità al movimento.

L’ironia della sorte vede in questi casi l’articolazione con più gradi di movimento del corpo umano (si parla di più d 15000 movimenti nello spazio) bloccata, completamente rigida e dolorante.

I sintomi

Quando si parla di spalla congelata le sintomatologie principali sono sotanzialmente 4:

  • Dolore
  • Perdita progressiva del movimento attivo
  • Rigità articolare anche con movimento passivo
  • Alterazioni posturali

Il dolore è il sintomo più presente nel pazienti con capsulite adesiva retrattile:

  • Si presenta davvero molto intenso, arrivando anche a un bel 10 su 10 in scala vas
  • Aumenta di notte in particolare se si carica il peso sul braccio colpito
  • In qualsiasi attività, anche minima, risulta esagerato in rapporto al movimento eseguito

La perdita progressiva e inesorabile del movimento attivo è probabilmente il sintono più tipico, ma anche quello che spaventa di più il paziente:

  • Comincia lentamente, ma inesorabilmente
  • Il paziente non riesce a muovere la spalla colpita
  • Colpisce la spalla, ma compromette i movimenti anche più banali di braccio e mano

La rigità articolare passiva è proprio la caratteristica che distingue questa patologia:

  • Omero e scapola risultano praticamente come un unico blocco
  • Il movimento passivo è bloccato dalla rigità della capsula
  • Il tutto è causato dall’ispessimento e irrigidimento della capsula

Le alterazioni posturali sono un problema che si instaura in un secondo momento, ma sono anche quelle che possono permanere anche con la risoluzione della spalla congelata.

Cause della spalla congelata

Parto subito col dirti che la spalla congelata o capsulite adesiva non ha una causa specifica e in particolare nella sua forma primaria idiopatica ci sono solo delle ipotesi sulla sua eziologia.

Quello che si sa è che la frozen shoulder colpisce una parte specifica della spalla: la capsula che contiene gli elementi dell’articolazione diventa sempre più rigida.

Questo processo che vede un gran numero di fibroblasti produrre bande fibrose responsabili della retrazione articolare, in realtà sembra essere correlato con uno o più di questi fattori:

  • Una patologia pregressa della spalla
  • Una lesione o tendinite alla cuffia dei rotatori (tendinite del sovraspinoso)
  • Tempi lunghi di immobilità dell’articolazione
  • Postura
  • Processi autoimmuni
  • Diabete
  • Malattie della tiroide, cardiache o morbo di Parkinson
  • Depressione, ansia, stress elevato o esaurimento nervoso

Quello che si sa è che è più frequente nelle donne (specialmente nel periodo dopo la menopausa) di età compresa tra i 35 e 50 anni con problemi metabolici.

Prognosi e tempi di guarigione

La spalla congelata è una patologia insidiosa, specialmente nella sua forma idiopatica primitiva, che segue un iter patologico ben definito:

  • Nel primo stadio c’è l’insorgenza del dolore graduale, specialmente notturno e al movimento con perdita nell’extrarotazione (durata in genere inferiore a 3 mesi)
  • Nel secondo stadio (congelamento) il dolore diventa più intenso, presente anche a riposo con limitazioni di movimento in tutte le direzioni (durata tra i 3 e i 9 mesi)
  • Nel terzo stadio (congelato) il dolore è presente col movimento gleno-omerale che viene compensato ampiamente dalla scapola, il tutto accompagnato da atrofia muscolare e aderenze (durata tra i 9 e i 15 mesi)
  • Nel quarto stadio (scongelamento) il dolore diventa minimo, ma accompagnato da aderenze e restrizioni capsulari (durata tra i 15 e i 24 mesi)

Nonostante ci sia sempre una remissione spontanea dei sintomi a circa 2 anni dall’esordio, non sempre i pazienti riottengo il movimento completo della spalla.

Di conseguenza è sempre consigliabile il trattamento fisioterapico per:

  • Velocizzare il recupero
  • Aumentare le possibilità di riacquistare un movimento completo e fisiologico della spalla
  • Eliminare i compensi posturali che si sono venuti a creare con la patologia

Diagnosi

La diagnostica in caso di spalla congelata prevede la presenza di un quadro sintomatologico simile a quello sopra descritto, ma necessita in genere di qualche esame di imaging.

Questi sono importanti per escludere altre patologie o danni che possano provocare dolore come:

  • Raggi-x (lastra) per escludere artrosi o altri problemi ossei
  • Ecografia per escludere problemi ai tessuti molli
  • Risonanza magnetica, migliore ma più costosa, evidenzie lesioni capsulari, legamentose o tendineee (come la tendinite del capo lungo del bicipite brachiale)

Non è detto che assieme a una problematica di spalla congelata si possano presentare anche altre patologie inerenti allo stesso quadro anatomico.

Cura e fisioterapia

Per più del 90% dei casi l’intervento chirurgico per liberare le aderenze in artroscopia non è necessario, bisogna solo avere molta pazienza.

Sono state invece sostanzialmente abbandonate le mobilizzazioni forzate in anestesia per gli alti rischi di fratture e traumi neurologici (come la lesione del plesso brachiale).

In diversi casi il medico può decidere di prescrivere farmaci anti-infiammatori non steroidei o corticosteroidi per il controllo del dolore e dell’infiammazione.

Considerando il fatto che in caso di capsulite adesiva una terapia troppo aggressiva può finire col prolungare i sintomi, sconsiglio caldamente il fai da te.

Molto meglio un intervento fisioterapico mirato che segua e si modifichi in base ai diversi stadi evolutivi della patologia.

Le linee guida generali prevedono:

  • Protezione durante i primi due stadi con controllo del dolore, dell’edema, delle aderenze e delle difese muscolari
  • Movimento controllato nel terzo stadio con controllo del dolore, aumento della mobilità e correzione delle meccaniche scorrette
  • Ritorno progressivo alla funzionalità nel quarto stadio con miglioramento della prestazione muscolare e funzionale

Nella riabilitazione per un problema di spalla congelata è obbligatorio avere un occhio di riguardo per i vari compensi posturali che si verranno a creare.

Molto facilmente potrai trovare una scapola inclinata anteriormente e protratta con le spalle in atteggiamento di elevazione e protezione e una diminuzione delle sincinesie pendolari.

Sarà inoltre molto facile trovare contratture muscolari o Trigger Points nell zone limitrofe (come il tratto cervicale della colonna vertebrale), proprio a causa delle strategie che il paziente messe in atto per contrastare la capsulite adesiva.

Molti terapeuti utilizzano l’acqua (36° circa) come supporto per favorire il rilascio muscolare durante gli esercizi in piscina.

Dal mio punto di vista vedo questa pratica intelligente per aiutare il recupero dell’escursione articolare, ma non toglierei comunque troppo tempo agli esercizi in gravità (come per il nuoto e il mal di schiena)

Spesso vengono utilizzate terapie fisiche come Tecar terapia o laser terapia possono essere d’aiuto per diminuire l’infiammazione e stimolare il processo riparativo.

Rimedi alternativi e complementari

In caso di spalla congelata puoi sempre affiancare alla fisioterapia una metodica alternativa e complementare come ad esempio:

Tutte tecniche complementari all’approccio sanitario che possono aiutarti lavorando sui meridiani energetici o stimolando il riequilibrio attraverso il trattamento di punti riflessi, fasciali e posturali (come col metodo Reflessage).

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Spalla congelata: sintomi, cura e riabilitazione per la capsulite adesiva

dr. Filippo Tartaglini

Autore degli articoli pubblicati su ioBenessere.it è laureato magistrale in Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate, Diplomato Massoterapista, creatore del metodo Reflessage.