Tecar Terapia

Cos’è la tecarterapia

La tecarterapia, chiamata anche tecar o diatermia, è un elettromedicale che negli ultimi anni sta riscuotendo molto successo e che comincia ad essere uno dei trattamenti fisioterapici più richiesti e anche prescritti dai medici.

La diatermia nasce in ambito sportivo per diminuire i tempi di guarigione in caso di infortuni o patologie infiammatorie, ma i suoi campi di applicazione risultano essere anche altri, comprendono ad esempio anche la sfera dell’estetica.

Introdotta in Italia già da diversi anni, deve il suo successo al suo particolare, e oserei dire unico, meccanismo di azione.

In effetti la qualità di questo macchinario viene garantita da 4 semplici caratteristiche:

  • L’omogeneità perché l’aumento del calore è costante e determinato dal generatore
  • La profondità perché l’energia non subisce dissipazione nel trasferimento al tessuto
  • La focalità perché l’effetto biologico di attrazione delle cariche avviene solo nella zona di applicazione
  • L’innoquità perché non c’è corrente per contatto, ma avviene come movimento di cariche ioniche naturali

Come funziona

A differenza delle altre terapie fisiche tradizionali come laser, tens e ultrasuoni per citare le più famose, dove l’energia viene trasferita al corpo da una fonte esterna, la tecar riesce dove queste falliscono.

Grazie ai principi fisici su cui si basa l’idea della tecar, in particolare al principio del condensatore, il calore viene sviluppato in modo endogeno e non più esogeno.

In parole povere questo elettromedicale riesce a stimolare l’energia a livello biologico, migliorando i naturali processi antinfiammatori e di riparazione all’interno dei tessuti.

Come detto prima le altre terapie fisiche normalmente trasferiscono energia esogena, la tecar invece agisce sul corpo in modo diverso e, attraverso l’utilizzo del modello del condensatore, richiama dal corpo stesso le cariche elettriche:

  • Un conduttore è l’elettrodo collegato al generatore
  • Il secondo conduttore è il tessuto biologico
  • L’isolante è una particolare crema (molto importante usare quella giusta)
  • Sui conduttori si accumulano cariche elettriche che si oppongono alla corrente fino a ridurla a zero (sistema carico)
  • Sulla zona prescelta si concentrerà un flusso di cariche con effetto termogenico (endogeno) e attivazione metabolica

In base a diversi studi scientifici condotti, si è scelta una frequenza particolare di utilizzo, 0,485 MHz, in quanto risultata la più efficace e capace di ottenere i risultati migliori.

In effetti la tecar terapia possiede una potenza variabile di massimo 300W, ma è proprio la sua frequenza il punto di forza perché molto inferiore a quelle:

  • Di una diatermia ad onde corte (27MHz)
  • Di una ipertermia (454 MHz)
  • Di una Radioterapia (2,5 GHz)

La Tecarterapia necessita di un’applicazione diretta dul corpo per contatto in quanto non avviene una radiazione diretta e proprio questo meccanismo di funzionamento le permette di agire sia sui tessuti biologici esterni che profondi omogeneamente.

Questa proprietà è esattamente il principale fattore di successo della Tecar: gli altri elettromedicali a sistemi radianti infatti subiscono una grande dispersione dell’energia erogata già nei primi micron di tessuto incontrato.

Questo vuol dire che per avere un risultato in profondità, come ad esempio una lesione muscolare o una patologia ossea o articolare, si necessita di forti frequenze con grandi limitazioni dovute al calore emanato.

Differenze tra capacitivo e resistivo

Se mai avete provato, come fisioterapisti o come pazienti, una Tecar, avrete notato che ci sono due manipoli:

  • Uno resistivo
  • Uno capacitivo

Quando l’elettrodo mobile non è protetto e non risulta isolato elettricamente (resistivo) si ha una concentrazione di cariche nei tessuti con più alta resistenza, fungendo loro stessi da isolante:

  • Tessuto osseo
  • Tessuto tendineo
  • Articolazioni

Nel caso in cui invece l’elettrodo usato è protetto e quindi isolato (capacitivo) la concentrazione di cariche si ha solo in prossimità della sede di applicazione della Tecar, che in parole povere si traduce in:

  • Specificità nell’intervento dove si ha l’indicazione di trattamento
  • Facilità di controllo della zona di applicazione
  • Un’azione riparativa del tessuto muscolare
  • Un’azione rigenerante del sistema vascolare e linfatico

Benefici reali

I benefici legati a questo elettromedicale a livello fisiologico sono diversi, tra i quali i principali sono sicuramente:

  • Una riduzione del dolore grazie alla liberazione delle endorfine
  • Un aumento della vasodilatazione con miglioramento del trasporto di ossigeno e nutrienti
  • Un aumento della velocità di riassorbimento emorragico e dell’asportazione di cataboliti
  • Una riduzione della viscosità tessutale con aumento dell’estensibilità del collagene
  • Una riduzione di spasmi e contratture muscolari

Questo vuol dire che avremo a livello:

  • Circolatorio un miglioramento del macro e del micro circolo ematico
  • Linfatico un aumento della velocità del linfodrenaggio
  • Muscolare un aumento della velocità di rigenerazione e della qualità dello stesso
  • Osseo e cartilagineo una più veloce riparazione delle strutture alterate

Indicazioni principali

La Tecarterapia riesce a incrementare il flusso del sangue e del sistema linfatico-venoso migliorando il nutrimento cellulare, lo smaltimento di tossine dal sito infiammatorio e l’aflfusso di cellule deputate a processi riparativi.

La tecar viene ormai comunemente prescritta e utilizzata in centri fisioterapici privati come in ospedale, questo perché il suo calore è in grado di fornire sollevo in molte condizioni dolorose:

  • Patologie croniche
  • Condizioni traumatiche
  • Situazioni infiammatorie

Nel particolare possiamo trovare beneficio nell’utilizzo di questa diatermia in caso di:

Controindicazioni

La Tecar Terapia è un elettromedicale molto sicuro e proprio questa proprietà è uno dei maggior fattori di successo.

Tengo a precisare che come ogni altro eletromedicale, per evitare spiacevoli sorprese e per avere il massimo dell’efficacia, è fondamentale che venga utilizzato da professionisti sanitari abilitati, come un fisioterapista.

Questo perché esistono situazioni in cui solo una persona sanitaria è in grado di valutare se operare oppure no.

Esistono infatti alcuni fattori e controindicazioni a cui prestare molta attenzione se si vuole lavorare in sicurezza come:

  • Presenza di infezioni
  • Deficit di sensibilità (il paziente non riesce a comunicare un eventuale eccesso di calore)
  • Tromboflebiti e coagulopatie.
  • Presenza di protesi metalliche
  • Morbo di Parkinson
  • Neoplasie
  • Portatori di pace-maker
  • Donne in gravidanza

Approfondimenti e controversie

All’interno della suddivisione in resistiva o capacitiva è possibile ottenere risultati diversi anche in base al grado di energia applicato nel trattamento.

In generale possiamo dire che per ottenere una stimolazione della microcircolazione è necessario usare una bassa potenza (0-30%), per aumentare la vasodilatazione una potenza media (31-60%) e per incrementare la temperatura endogena una alta potenza (61-100%).

Più nello specifico troviamo:

  1. Modalità resistiva a basso livello energetico: iniziale incremento termico nella zona di massima resistenza
  2. Modalità resistiva a medio livello energetico: maggior incremento della temperatura con coinvolgimento dell’osso tridimensionalmente
  3. Modalità resistiva ad alto livello energetico: aumento effetto endotermico con incremento dell’ossigenazione dei tessuti, della rimozione dei cataboliti, del ripristino potenziale di membrana e del flusso ematico-linfatico
  4. Modalità capacitiva a basso livello energetico: Incremento di consumo di ossigeno e delle trasformazioni cellulari (biostimolazione)
  5. Modalità capacitiva a medio livello energetico: microiperemia capillare, biostimolazione endocellulare, aumento della tempetatura
  6. Modalità capacitiva ad alto livello energetico: incremento biostimolazione nelle trasformazioni energetiche endocellulari, aumento velocità e perfusione ematica e accelerazione del drenaggio linfatico

La tecar nasce in Spagna dove la Unibell International detiene i marchi (Tecar® e Tecarterapia®), ma ormai è possibile trovare apparecchi simili prodotti da molte altre aziende, anche italiane.

La sua efficacia è messa spesso in discussione in quanto non in tutti i paesi ha avuto il successo avuto in Italia e i risultati sono spesso altalenanti.

Questo, per mia esperienza, può essere attribuito al fatto che molti operatori non sono debitamente preparati e commettono errori anche grossolani come:

  • Non usare la piastra
  • Non applicare la crema giusta o non usarla proprio
  • Non conoscere bene la differenza di applicazione delle varie potenze o semplicemente tra capacitivo e resistivo
  • Utilizzare anche le mani oltre al manipolo
  • Utilizzare macchinari dal dubbio potenziale (per risparmiare)

Questi sono solo alcuni degli errori di applicazione della tecarterapia che oggettivamente non permettono di dare un corretto giudizio sulla bontà o meno, oggettivamente parlando, di questo elettromedicale.

Tecarterapia estetica

Per le sue qualità intrinseche e il suo lavoro di rigenerazione e attivazione del microcircolo la tecar terapia è stata di fatto rubata allo sport per essere impiegata anche nei trattamenti estetici.

In effetti l’applicazione di questo elettromedicale sembra avere il suo perché anche nel campo degli inestetismi come in caso di cellulite, rughe, borse borse sotto agli occhi.

Sono al lavoro per trovare approfondimenti sul caso, appena scrivo l’articolo lo comunicherò qui.

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Tecarterapia: cos’è, come funziona, benefici e controindicazioni della Tecar

dr. Filippo Tartaglini

Curriculum dell'autore dell'articolo Dr. Filippo Tartaglini: Laurea in Fisioterapia, Laurea in Scienze Motorie, Laurea Magistrale in Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate, Diploma in Massoterapia. Opera a Brescia. 392-0104868.