Allattamento al seno

L’allattamento al seno è senza dubbio il miglior modo per nutrire i nostri piccoli appena nati, non esiste latte artificiale, in polvere o in formula lontanamente paragonabile (nonostante ciò che si sente in alcune pubblicità).

Per quelle mamme che hanno la fortuna di avere la montata lattea è consigliabile allattare al seno il più possibile, al massimo aggiungendo liquidi non nutritivi o latte in formula naturalmente in base ai consigli del pediatra.

Cosa contiene il latte materno

In effetti il latte materno è importantissimo perché dona al bambino le prime difese immunitarie oltre a contenere diverse sostanze bioattive che il latte artificiale di certo non può offrire.

Inoltre il latte della mamma contiene molte sostanze importanti come proteine, acidi grassi polinsaturi e ferro molto ben assimilabili.

Tutte le sostanza che abbiamo elencato sono fornite dalla mamma istintivamente al piccolo per proteggerlo da infezioni, influenze e per sviluppare nel migliore dei modi le attività intestinali.

Come allattare

La parola d’ordine è sempre “comodità”: l’allattamento, specialmente nelle prime settimane può essere un po’ difficoltoso e lungo, quindi cercate di stare dritte, per evitare mal di schiena o cervicali, possibilmente su una sedia appoggiando magari i piedi su un libro e mettete un cuscino sulle gambe in modo da aiutavi a sostenere il bambino e mantenere una postura corretta.

Anche sdraiate su un fianco sul letto può andare bene, non ci sono regole fisse, ognuno poi troverà naturalmente la propria posizione ideale.

Il bambino deve attaccarsi al seno e non solo al capezzolo, quindi fategli toccare il capezzolo con le labbra e quando aprirà la bocca accompagnatelo dolcemente sul seno in modo che si abbia l’aureola visibile sopra, ma non sotto le labbra del bambino.

Evitate di tenere il capezzolo tra l’indice e il medio, potreste comprimere i dotti ghiandolari e limitare l’uscita del latte; sorreggere invece il seno con le dita sotto e il pollice sopra può aiutarvi a indirizzare il seno alla bocca del bambino.

Controllate sempre che deglutisca bene, quindi privilegiate un posto senza troppo rumore, ma cercate di non abituare il bambino a mangiare solo in silenzio.

Altre accortezze per favorire l’allattamento al seno

Innanzitutto è importante che appena dopo il parto, entro le due ore possibilmente, il bambino entri in contatto con la madre ed il suo seno lasciando che i due, insieme al padre possano interagire liberamente senza avere interferenze al di fuori della nuova famiglia.

Avvenuto il primo approccio col mondo esterno vediamo assieme alcune regole per rendere più facile l’allattamento:

  • Trova un angolo appartato e comodo, più la mamma sarà rilassata più l’allattamento risulterà semplice
  • Oltre al luogo anche la posizione che mantiene la mamma è importante, quindi non aver paura di provarne più di una prima di trovare quella perfetta
  • Il bambino non dovrebbe venir forzato nell’avvicinamento al seno, ma solo accompagnato nel momento in cui si trova con la bocca aperta come per sbadigliare
  • Evitate di dare altri liquidi al bambino prima di aver provato ad allattarlo, solo in seguito dategli eventuali “aggiunte”
  • Cercate di limitare l’utilizzo di biberon e ciucci nei primi mesi o se necessario utilizzate quelli appositi con i quali il bambino debba succhiare bene per mangiare
  • Dopo la poppata evitate di lavare sempre il seno, usate con molta moderazione creme e unguenti; in effetti il seno è provvisto di ghiandole che disinfettano naturalmente

I tempi per l’allattamento al seno

I tempi gusti per allattare al seno sostanzialmente non esistono, il latte materno non è costante in termini di composizione e quantità e per questo si consiglia di seguire l’allattamento a richiesta.

La doppia pesata è consigliata solo per avere un’idea di quanto mangia il vostro bambino, magari per segnarlo e comunicarlo in caso di necessità al pediatra, ma non è obbligatoria.

In generale i tempi giusti di digestione sono intervallati da circa tre ore, quindi cercate di imparare col tempo a capire vostro figlio: non sempre infatti piangerà per la fame, ma potrebbe avere qualche piccola colichetta, aver sentito un rumore fastidioso, aver fatto un incubo oppure semplicemente avere freddo o caldo.

Inoltre attaccarlo sempre al seno ogni volta che piange potrebbe diventare una sorta di coccola, una consolazione che va a discapito della sua digestione e della vostra stanchezza.

I bambini possono attaccarsi al seno con tempistiche diverse in base alla loro abilità di succhiare il capezzolo, da un minimo di 7 minuti a un massimo di 40 minuti; in media tenete comunque presente 10 minuti per seno.

In genere si staccano autonomamente quando sono sazi, ma se per qualche motivo dovete staccarlo fatelo con molta delicatezza mettendo un dito vicino all’angolo delle labbra, evitando trazioni al capezzolo.

Come sapere se ha mangiato abbastanza

Il vostro bambino avrà mangiato bene se farà pipì in abbondanza e dormirà o starà bene per almeno 3 ore.

Se queste due condizioni non dovessero essere soddisfatte e il vostro bambino avesse l’urina un po’ condensata e si svegliasse ogni due ore, probabilmente il vostro latte non è abbastanza o la montata non è ancora arrivata del tutto.

Il consiglio è in genere quello di fare la doppia pesata (prima e dopo la poppata) e consultate il pedriatra che giudicherà l’ipotesi di integrare l’alimentazione.

Ricordiamo che la pesata che andrebbe sempre fatta è quella effettuata ogni 5-7 giorni per controllare la crescita del piccolo, che in media aumenterà di 150-200 grammi alla settimana.

Vantaggi sia per la mamma che per il bambino

Per il nostro piccolo nascituro i vantaggi dell’allattamento al seno sono molti:

  1. Rafforza il sistema immunitario
  2. Migliora la funzionalità intestinale e diminuisce la percentuale di occlusioni
  3. Riduce l’incidenza e durata di gastroenteriti
  4. Diminuisce il rischio di sviluppare allergie e infezioni respiratorie o uriniarie
  5. Migliora la vista e la psicomotricità
  6. Sembrerebbe ridurre i rischi di infezioni (come meningiti, botulismo e altre), di diabete, di obesità e di morte improvvisa (Sids)
  7. Migliora lo sviluppo del cervello del 30% rispetto al latte artificiale

Anche per la mamma i vantaggi dell’allattamento sono molti:

  1. Allattare si è dimostrato un fattore preventivo per i tumori al seno e all’ovaio
  2. Inoltre riduce i rischi cardiovascolari nelle donne dopo la menopausa
  3. Sembra ridurre anche il rishcio di osteoporosi
  4. Accelera l’involuzione dell’utero e il ritorno alle condizioni normali della mamma, diminuendo di fatto il rischio di emorragie
  5. Riduce le perdite di sangue e di ferro
  6. Aumenta il periodo di infertilità post-parto
  7. L’alto dispendio energetico elevato dovuto alla produzione di latte, pari a 300-500 calorie giornaliere, aiuta la mamma a rimettersi velocemente in forma
  8. Il rapporto che si instaura tra la mamma e il bambino durante la poppata al seno è un momento magico, unico e molto speciale

Controindicazioni

Anche per l’allattamento al seno esistono delle controindicazioni, seppur molto poche, quando la mamma:

  • E’ colpita da sieropositività e sotto terapia per l’Aids
  • Utilizza droghe
  • Ha contratto tubercolosi ancora attiva
  • E’ sotto chemioterapia o utilizza farmaci che il medico sconsiglia durante l’allattamento

Infine esiste una rara malattia metabolica, la galattosemia, che se diagnosticata al bambino costringe alla sospensione dell’allattamento al seno.

Fuori dalle controindicazioni ricordiamo sempre che l’allattamento al seno è considerato come la miglior forma di nutrizione fino ai sei mesi e in alcuni casi come accompagnamento, se la mamma e il bambino lo desiderano, fino ai 2 anni.

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Allattamento al seno: consigli utili per neomamme

dott. Filippo Tartaglini | Physioness.com

Autore degli articoli pubblicati su ioBenessere.it è laureato magistrale in Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate, Diplomato Massoterapista, creatore del metodo Reflessage.